16.05.2026 - 25.07.2026
Stanze. Spagnulo
16.05.2026 - 25.07.2026
L’opera di Giuseppe Spagnulo, diversamente da molte altre proposizioni plastiche della seconda metà del XX secolo e dell’inizio del XXI, ha mostrato il costante legame con “le prassi fabbrili e incisivamente manuali, non esenti da un investimento di energia e tensione estetica al limite dell’impetuosità ed emotività”, come affermava Bruno Corà nel 2014.
A una selezione di opere su carta, scelte in parte tra quelle già esposte nella mostra personale dell’inverno 2014-2015, è ora dedicato l’allestimento alla Galleria dello Scudo.
Riemerge in questi lavori la forza espressiva di un linguaggio che guarda al fare intrinseco della scultura. “Dipinte, o meglio, quasi scolpite da sabbie di origine vulcanica, ossidi di ferro e carbone, accese dal rosso cadmio, lacerate dal vigore gestuale di Spagnulo, mostrano come l’azione formativa dell’artista abbia raggiunto l’intensità estatica di una liturgia panica e sciamanica” (Corà, 2014).
Negli anni ’60 entra ben presto in contatto con le esperienze della ceramica informale ad Albisola, e a Milano diviene assistente di Lucio Fontana e Arnaldo Pomodoro. I primi lavori di Giuseppe Spagnulo per spazi urbani sono “grandi ferri” imperniati su strutture che. Espone nel 1977 al Newport Harbor Art Museum, si interessa al tema della scultura orizzontale. All’inizio degli anni ’90 insegna scultura all’Accademia di Belle Arti di Stoccarda. Nel 2005 espone alla Peggy Guggenheim Collection nella mostra E se venisse un colpo di vento?.