12.05.2025 - 25.07.2025
Ricerca del vero canto
12.05.2025 - 25.07.2025
La ricerca di un punto di equilibrio, pur in composizioni dalla materia densa e turbinosa, è tra gli elementi che connotano la pittura italiana del XX secolo, dagli anni di “Valori plastici” alle esperienze astratte del secondo dopoguerra.
Antonio Sanfilippo con La mia occupazione, 1952, dipinto scelto l’anno successivo da Palma Bucarelli per un’esposizione alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma, Piero Dorazio con Allaccio, grande tela del 1966 esposta nella sala personale alla XXXIII Biennale di Venezia, e Toti Scialoja, con quadri degli anni ottanta pervasi da un “mare ondoso” dalle sapienti gradazioni cromatiche, sono alcune tra le personalità documentate per l’occasione.
Nasce a Verona nel 1905. Nel 1927 si trasferisce a Milano dove conosce Carlo Carrà e Edoardo Persico, direttore della Galleria del Milione; qui espone dal 1932, anno in cui partecipa alla mostra dei 10 pittori alla Galleria d’Arte di Roma, avvicinandosi al gruppo della Scuola Romana. Dal 1938, a Milano, diviene animatore del Gruppo Corrente e dell’omonima rivista.
Piero Dorazio nel 1953 si trasferisce a New York dove stringe legami con artisti americani; espone nella galleria dell’editore George Wittenborn e alla Rose Fried Gallery nel 1954. Nel 1955 pubblica La fantasia dell’arte nella vita moderna. Dopo la fase legata ai reticoli o trame, dal 1963 allarga le bande cromatiche aprendosi a composizioni pittoriche fondate sull’uso del colore timbrico.
Nasce in Sicilia nel 1923. Nel 1946 si stabilisce a Roma e l’anno seguente è tra i fondatori del gruppo “Forma”. Antonio Sanfilippo espone alla Biennale di Venezia in diverse edizioni: 1948, 1954, 1964 e nel 1966 con una importante sala personale. All’inizio degli anni ’50 riflettere sul segno giungendo, tra il ’56 e il ’57, a una peculiare cifra stilistica fatta di segni liberi sparsi sulla tela.
Nato a Roma nel 1914, segue sin da giovanissimo la sua intima vocazione per la pittura e la poesia frequentando il contesto della Galleria della Cometa guidata da Corrado Cagli e Libero de Libero. Nel 1939 partecipa alla III Quadriennale romana, e l’anno seguente tiene la sua prima personale alla Galleria Genova nel capoluogo ligure.
Dopo la sua adesione al Fronte Nuovo delle Arti, Vedova è tra gli esponenti di maggior rilievo del filone astratto della pittura italiana, basato sul ricorso a una pittura gestuale di grande potenza espressiva. Autore nel 1964 degli Absurdes Berliner Tagebuch, una serie di Plurimi esposti a Documenta Kassel, lega il suo nome ad alcuni importanti cicli pittorici, tra i quali De America (1976-1977), Tondi e Oltre (1985-1986) cui si affiancano i grandi teleri degli anni ’80.