a cura di Alberto Fiz
25.10.2000 - 27.11.2000
Giovanni Frangi, viaggio in Italia
a cura di Alberto Fiz
La mostra dal titolo Viaggio in Italia, a cura di Alberto Fiz, è nata da un progetto studiato espressamente per lo spazio espositivo veronese: ciascuno degli ambienti ha costituito la tappa di un itinerario attraverso il quale l'opera è entrata in stretta relazione con i temi della memoria e del linguaggio figurativo. Si è affrontata, dunque, una riflessione sul significato della pittura e sulle sue implicazioni con il mondo attuale, in cui i tradizionali mezzi di espressione artistica sono costantemente minacciati da sistemi di riproduzione fotomeccanica.
"Non m'interessa la descrizione del paesaggio" - spiega Frangi - "ma, semmai, comunicare le emozioni che provo nell'entrare in contatto con il reale. Il mio scopo è quello di utilizzare la pittura come mezzo di riappropriazione dell'esistente". Il mare, le colline, le pianure diventano quindi il pretesto per elaborare una visione mentale della natura attraverso lavori che sviluppano al loro interno l'idea del movimento, quasi fossero frammenti di un universo visto attraverso il finestrino di un treno in corsa. Da Boccioni a de Pisis sino a Schifano, la pittura di Frangi si muove in assoluta libertà, percorrendo i sentieri della storia dell'arte sulla base di contaminazioni originali e personalissime.
L'esposizione veronese rappresenta, pertanto, una svolta nella ricerca dell'artista che approda a nuove soluzioni formali, in cui spunti figurativi e astrazione diventano elementi complementari all'interno di un sistema visivo libero da condizionamenti. "Il linguaggio di Frangi" - afferma Alberto Fiz- "nasce dalla pittura e rappresenta una continua sfida nei confronti dell'immagine consueta. I suoi dipinti sono visioni allo stato puro, stati d'animo che lasciano tracce sulla tela, quasi all'insaputa del loro autore".
Nato a Milano nel 1959, inizia a dipingere molto giovane. Nel 1982 si diploma all’Accademia di Brera ed espone in una collettiva alla Rotonda di via Besana. L’anno seguente tiene la sua prima personale alla Galleria La Bussola di Torino. Nel 1992 espone nella Sala del Cenacolo alla Camera dei Deputati in Montecitorio il ciclo La fuga di Renzo.