I due protagonisti del Futurismo italiano sono gli autori di una selezione di opere su carta, scelte a documentare la stagione che anticipa le ricerche sulla scomposizione della luce e sul dinamismo delle figure in movimento, icona del movimento nato ufficialmente nel febbraio 1909. Dalle acqueforti di Boccioni che ritraggono la madre in un interno o un atleta pronto alla corsa, ai pastelli di piccolo formato dove si coglie lo sguardo di Balla su una natura rigogliosa, il percorso espositivo offre una panoramica su una delle stagioni più vitali dell'arte italiana dei primi del Novecento.
Artisti
Nato a Torino nel 1871, nel 1900 risiede a Parigi e a Roma; qui frequenta Severini e Boccioni. Nel 1910 firma il Manifesto dei pittori futuristi e il Manifesto tecnico della pittura futurista. Degli anni dieci sono i suoi studi sulla luce noti come Compenetrazioni iridescenti. Partecipa alle mostre dei futuristi, sino al 1937.
Tra i principali esponenti del futurismo italiano, dopo una fase divisionista condivisa con gli amici Balla e Severini conosciuti a Roma intorno al 1899, nel 1909 Umberto Boccioni è a Parigi dove incontra Marinetti. Nel 1910 firma il Manifesto tecnico della pittura futurista e nel 1912 quello della scultura futurista. Le opere di questi anni mirano a rendere in pittura e scultura la compenetrazione delle forme in movimento nello spazio.