Negli anni ’80 il linguaggio di Emilio Vedova registra un nuovo slancio creativo che si traduce nella creazione di grandi teleri nati da spunti di riflessione legati alle tematiche che agitano lo spirito di chi sa cogliere le inquietudini del momento. Le opere su carta si inseriscono in questo percorso, mantenendo un’indiscussa autonomia creativa, e segnando esse stesse una linea di serrata sperimentazione nella ripresa di soluzioni tecniche di volta in volta diverse. Alcuni lavori, riconducibili al ciclo degli “Oltre” segnano questa nuova fase: “nel ciclo degli Oltre, dove il vortice del gran vento barocco fa esplodere ogni architettura, ogni forza centripeta, per giungere a immaginare l’ubiquità del centro, il suo irradiarsi a ogni punto-istante dell’universo. Ma l’oltre non significa annullamento del limite…, esso lo contiene in sé.” (Massimo Cacciari).
Artista
Dopo la sua adesione al Fronte Nuovo delle Arti, Vedova è tra gli esponenti di maggior rilievo del filone astratto della pittura italiana, basato sul ricorso a una pittura gestuale di grande potenza espressiva. Autore nel 1964 degli Absurdes Berliner Tagebuch, una serie di Plurimi esposti a Documenta Kassel, lega il suo nome ad alcuni importanti cicli pittorici, tra i quali De America (1976-1977), Tondi e Oltre (1985-1986) cui si affiancano i grandi teleri degli anni ’80.